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Acquisti online, se l’ordine è in ritardo non perdere tempo: solo così ti spetta un grosso rimborso

Risarcimento per pacco in ritardo
Acquisti online: quando si può chiedere il risarcimento? - (lavocedeldaimon.it)

La normativa italiana tutela chi acquista online in caso di ritardi, prevedendo rimborso o risarcimento. Ecco come agire

L’acquisto online è diventato una prassi quotidiana per milioni di consumatori italiani, ma spesso si verifica un problema ricorrente: il ritardo nella consegna dei prodotti ordinati. Questo disservizio non solo genera frustrazione, ma può comportare anche conseguenze economiche e organizzative significative, specie quando la merce è necessaria per un evento o una scadenza precisa.

La normativa italiana, attraverso il Codice del Consumo, tutela il diritto del compratore al rimborso o al risarcimento in caso di mancato rispetto dei termini di consegna, ma è fondamentale conoscere le procedure corrette per far valere i propri diritti.

Le norme italiane sul diritto al rimborso per ritardo nella consegna

Secondo l’attuale Codice del Consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206), se non è stato stabilito un termine specifico per la consegna, il venditore ha l’obbligo di effettuare la consegna entro 30 giorni dalla data dell’ordine. Qualora questo termine non venga rispettato, il consumatore ha il diritto di inviare una richiesta formale di sollecito, concedendo un periodo aggiuntivo ragionevole per la consegna. Se anche questo termine supplementare non viene rispettato, il cliente può procedere con la risoluzione del contratto, richiedendo il rimborso dell’importo già pagato e, se del caso, un risarcimento per i danni subiti.

Regole e-commerce

Le norme che regolano l’e-commerce – (lavocedeldaimon.it)

La legge consiglia di inviare una diffida formale tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, così da disporre di una prova legale in caso di contenzioso. Esistono oggi servizi digitali che facilitano l’invio di queste lettere, permettendo di generare e spedire la diffida senza bisogno di recarsi fisicamente alle Poste.

Ci sono però delle situazioni in cui il venditore può giustificare il ritardo senza incorrere in responsabilità. Le cosiddette cause di forza maggiore includono eventi straordinari e imprevedibili come:

  • Scioperi dei lavoratori o del personale coinvolto nella logistica,
  • Emergenze sanitarie o pandemie,
  • Condizioni climatiche estreme o catastrofi naturali,
  • Problemi tecnici imprevisti nella catena di approvvigionamento.

In questi casi, il venditore deve comunque informare tempestivamente il consumatore e, se la consegna è impossibile entro tempi ragionevoli, il cliente può chiedere la risoluzione del contratto e il rimborso.

Inoltre, molti venditori inseriscono nelle condizioni generali di vendita clausole che indicano i tempi di consegna come puramente indicativi, escludendo la possibilità di rimborso automatico in caso di ritardi. Tale pratica è particolarmente diffusa nelle piattaforme di e-commerce che operano con fornitori terzi o spedizioni internazionali. In queste circostanze, il diritto al rimborso dipende dalla gravità e dalla comunicazione del ritardo.

La legge tutela in modo particolare gli acquisti in cui il rispetto della data di consegna è essenziale e vincolante per il consumatore, come nel caso di regali, eventi speciali o necessità lavorative. Se al momento dell’acquisto il cliente ha comunicato al venditore l’importanza di ricevere il prodotto entro una data precisa, il mancato rispetto di questo termine conferisce al consumatore il diritto di richiedere il rimborso immediato, senza dover concedere ulteriori proroghe.

Se si verifica un ritardo nella consegna, il primo passo è inviare una diffida formale al venditore, indicando un termine preciso entro cui si richiede la consegna o, in alternativa, il rimborso. È fondamentale inviare questa comunicazione entro il giorno successivo alla scadenza del termine di consegna pattuito o, in mancanza di un termine specifico, entro 30 giorni dall’ordine più un periodo ragionevole.

Se il venditore non adempie neanche a questo sollecito, il consumatore può procedere con la risoluzione del contratto e chiedere il rimborso delle somme versate, oltre a eventuali risarcimenti danni.

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