Con le nuove normative sul congedo parentale, del 2026 si registra un cambiamento sostanziale per il sostegno alle famiglie italiane.
Le novità introdotte mirano a garantire una maggiore tutela economica ai genitori che decidono di dedicare tempo alla cura e all’educazione dei propri figli, con un significativo aumento dell’indennità prevista.
Il congedo parentale rappresenta da sempre un diritto essenziale per i genitori lavoratori, consentendo loro di assentarsi dal lavoro per prendersi cura dei figli nei primi anni di vita. Dal 2026, l’indennità di congedo parentale subisce un’importante trasformazione: per i primi tre mesi non trasferibili tra i genitori – un mese già previsto nel 2023, un ulteriore mese nel 2024 e un terzo nel 2025 – l’indennità sale progressivamente fino a raggiungere l’80% della retribuzione media giornaliera. Questo aumento rappresenta un passo decisivo verso una maggiore sicurezza economica durante il periodo di astensione dal lavoro.
L’indennità maggiorata è fruibile entro il sesto anno di vita del bambino o entro sei anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento, e si applica a entrambi i genitori. La legge di bilancio 2025 ha inoltre previsto che questa maggiorazione sia riconosciuta anche al genitore solo, che può usufruire fino a nove mesi di congedo indennizzato.
Il congedo parentale complessivo per i genitori dipendenti resta di dieci mesi, elevabili a undici se il padre usufruisce di almeno tre mesi di congedo. È possibile frazionare il congedo anche su base oraria, secondo quanto previsto dalla normativa, agevolando così una gestione più flessibile del tempo dedicato alla famiglia.
Chi può accedere e come richiedere il congedo parentale
Possono usufruire del congedo parentale tutti i lavoratori dipendenti, inclusi i naviganti marittimi iscritti all’IPSEMA, mentre sono esclusi i lavoratori domestici, a domicilio e chi ha un rapporto di lavoro cessato o sospeso. Il diritto spetta entro i primi 14 anni di vita del bambino o entro il compimento della maggiore età in caso di adozione o affidamento.
Per richiedere il congedo, è necessario informare il datore di lavoro con almeno 30 giorni di anticipo, indicando il periodo di assenza previsto. La domanda deve essere presentata all’INPS tramite il portale dedicato, dove è possibile anche monitorare lo stato della richiesta. I genitori possono inoltre suddividere il congedo in più periodi, rispettando le disposizioni vigenti.
L’indennità viene calcolata sulla retribuzione media giornaliera del mese precedente l’inizio del congedo e non è cumulabile con altre forme di sostegno al reddito, salvo casi specifici previsti dalla legge.

L’importanza del congedo parentale per le famiglie e il coinvolgimento paterno (www.lavocedeldaimon.it)
Le modifiche introdotte con la legge di bilancio negli ultimi anni, culminate con il sostanziale aumento dell’indennità nel 2026, puntano non solo a garantire maggiore tranquillità economica ai genitori, ma anche a favorire un più equo coinvolgimento di entrambi i genitori nella crescita dei figli. In particolare, si mira a incentivare il ricorso al congedo da parte dei padri, contribuendo a un modello di genitorialità condivisa e paritaria.
Questo approccio si traduce in benefici concreti anche sul piano psicologico e relazionale: la possibilità di dedicare tempo e attenzione ai figli nei primi anni di vita ha effetti positivi sul benessere di tutta la famiglia, riducendo lo stress e promuovendo un ambiente familiare più sereno e protettivo.
Parallelamente, per le famiglie con situazioni di maggior fragilità, come quelle con figli con disabilità, permangono contributi mensili specifici destinati ai genitori disoccupati o monoreddito, riconosciuti a chi ha un ISEE entro certi limiti e che si trovano in nuclei monoparentali. Questi interventi, finanziati anche con risorse europee Next Generation EU, sono complementari al congedo parentale e mirano a sostenere economicamente chi si trova in condizioni di particolare difficoltà.
Aggiornamenti normativi e riferimenti ufficiali
L’INPS ha pubblicato diverse circolari aggiornate, tra cui la n. 57 del 18 aprile 2024 e la n. 95 del 26 maggio 2025, che dettagliano le modalità operative per l’erogazione dell’indennità maggiorata e le condizioni di fruizione del congedo parentale. La normativa di riferimento è il decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, integrato dalle disposizioni contenute nelle leggi di bilancio 2023, 2024 e 2025.
Per i genitori lavoratori adottivi o affidatari, il diritto al congedo parentale si applica con le stesse modalità e limiti temporali previsti per i genitori biologici, garantendo così un sostegno uniforme alle diverse tipologie di famiglia.
La crescente attenzione verso il ruolo dei padri nel percorso di crescita dei figli si riflette anche nell’adeguamento delle normative europee, che indicano standard più elevati per la durata e la retribuzione del congedo di paternità e parentale, contribuendo a promuovere modelli di condivisione delle responsabilità familiari più equilibrati.








