Economia

Donazioni 2026: quanti soldi puoi passare ai figli senza che il Fisco bussi alla porta

Con l’evoluzione delle modalità di trasferimento di denaro, soprattutto grazie alle piattaforme digitali e all’home banking
Limiti e modalità per donare denaro senza incorrere in tasse (www.lavocedeldaimon.it)

Nel panorama fiscale, la donazione di denaro a parenti rappresenta una pratica diffusa, ma che richiede una conoscenza delle normative.

Con l’evoluzione delle modalità di trasferimento di denaro, soprattutto grazie alle piattaforme digitali e all’home banking, è fondamentale aggiornarci sui limiti e sugli obblighi fiscali connessi alle donazioni nel 2026, in particolare riguardo all’imposta di successione e al rischio di controlli fiscali.

Donare denaro a figli, amici o parenti non è un atto semplice come potrebbe sembrare: la legge italiana stabilisce precisi limiti sia sugli importi che sulle modalità di trasferimento. Nel 2026, il limite per donazioni in contanti è fissato a 5.000 euro, con la soglia effettiva per evitare conseguenze fiscali che si attesta a 4.999 euro. Al di sopra di questo importo, infatti, è necessario rispettare procedure formali, compresa l’eventuale redazione di un atto notarile.

Per quanto riguarda le donazioni tramite bonifico bancario o altri strumenti elettronici, non esiste un tetto massimo all’importo trasferibile, ma è imprescindibile che la causale del trasferimento sia chiara e supportata da una documentazione comprovante la natura del regalo o del prestito. Tale documentazione, che può consistere in una scrittura privata, deve essere conservata per almeno sei anni per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Imposte sulle donazioni: cosa cambia in base al grado di parentela

La normativa fiscale italiana prevede una distinzione importante tra i soggetti coinvolti nella donazione, con differenti soglie di esenzione e aliquote per l’imposta sulle donazioni:

  • Tra genitori e figli o tra coniugi, la soglia esente da imposte è di 1 milione di euro. Superata questa cifra, si applica un’aliquota del 4% sulla parte eccedente. Questo significa che donazioni inferiori a tale importo non sono soggette a tassazione.
  • Per i fratelli e le sorelle, la soglia scende a 100.000 euro, con un’aliquota del 6% oltre tale limite.
  • Per i parenti fino al quarto grado e per gli amici, invece, non esiste una soglia di esenzione: ogni somma donata è soggetta a imposta, rispettivamente al 6% e all’8%, a meno che la donazione non sia di modico valore, per la quale non è richiesto l’atto notarile.

L’obbligo di ricorrere all’atto notarile scatta quando la donazione non è di modico valore, una definizione che varia in base alla situazione patrimoniale di chi dona e di chi riceve. In pratica, ciò che per un individuo può essere un regalo di entità modesta, per un altro può risultare rilevante, e pertanto soggetto a formalità legali e fiscali.

Con l’avanzare della digitalizzazione, molte donazioni avvengono attraverso piattaforme come PayPal, che offre un servizio specifico

Donazioni digitali e piattaforme elettroniche: attenzione ai trasferimenti con PayPal e simili(www.lavocedeldaimon.it)

Con l’avanzare della digitalizzazione, molte donazioni avvengono attraverso piattaforme come PayPal, che offre un servizio specifico per l’invio di denaro a un amico. Questi trasferimenti, spesso gratuiti e semplici da eseguire, sono comunque tracciabili e assimilabili ai bonifici bancari dal punto di vista fiscale.

Pertanto, anche per donazioni effettuate tramite PayPal o altri servizi analoghi, valgono le stesse regole previste per il bonifico bancario: è necessario indicare una causale chiara e conservare una prova documentale della donazione. Non rispettare queste condizioni può esporre sia chi dona sia chi riceve a controlli fiscali e all’applicazione di imposte.

La tutela della quota legittima degli eredi: un limite importante alle donazioni

Oltre ai limiti fiscali, chi desidera fare una donazione deve considerare la quota legittima, ovvero la parte di patrimonio che per legge deve essere riservata agli eredi legittimi (coniuge, figli, genitori). Le donazioni in vita non possono ledere questo diritto, pena potenziali controversie legali.

Il calcolo della quota disponibile per donazioni varia a seconda del numero degli eredi legittimi:

  • Con un solo erede (coniuge o figlio), la metà del patrimonio è riservata all’erede, mentre l’altra metà è disponibile per donazioni.
  • Con due eredi, due terzi del patrimonio spettano agli eredi e un terzo è disponibile.
  • Con tre o più eredi, la quota disponibile si riduce a un quarto del patrimonio.

Questa normativa serve a garantire che le donazioni non compromettano i diritti ereditari dei figli e del coniuge, tutelando la famiglia e prevenendo contenziosi.

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