Lavoro

INAIL: assegno di incollocabilità esteso fino a 67 anni, non perdere questa opportunità

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INAIL: estensione soglia - Lavocedeldaimon.it

La nuova soglia anagrafica per l’assegno INAIL rafforza la tutela dei lavoratori inabili, garantendo continuità economica e più tempo di sostegno fino alla pensione.

A partire dal 2026, l’INAIL ha esteso il limite di età per la corresponsione dell’assegno di incollocabilità da 65 a 67 anni, allineandolo all’attuale età pensionabile di vecchiaia. Questa importante modifica, sancita dalla Legge 29 dicembre 2025, n. 198, rappresenta un significativo passo avanti nel sostegno economico ai lavoratori che, a causa di infortuni o malattie professionali, non possono più reinserirsi nel mercato del lavoro. Il provvedimento mira a garantire una continuità assistenziale più ampia, evitando interruzioni del beneficio proprio nella fase cruciale che precede il pensionamento definitivo.

Estensione del limite anagrafico e continuità assistenziale

L’innalzamento del limite anagrafico per l’assegno di incollocabilità da 65 a 67 anni risponde alle mutate condizioni demografiche e all’allungamento della vita lavorativa. La modifica era stata anticipata dalla circolare INAIL n. 55 dell’11 dicembre 2025 e confermata con l’approvazione definitiva della legge di conversione del decreto-legge n. 159/2025.

Dal 1° gennaio 2026, l’assegno viene erogato automaticamente ai lavoratori che compiono 67 anni e si riapre anche la possibilità di ripristino del beneficio per coloro che, raggiunti i 65 anni, avevano perso il diritto. Questa misura rafforza il principio di tutela continua, fondamentale per chi si trova in una situazione di forte fragilità lavorativa e personale.

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INAIL: novità assegno – Lavocedeldaimon.it

L’assegno di incollocabilità è una prestazione economica erogata dall’INAIL ai lavoratori titolari di rendita per malattia professionale o infortunio, nei casi in cui sia accertata l’impossibilità totale di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Inoltre, viene riconosciuto anche a chi, per la gravità o tipologia della menomazione, rischia di compromettere la sicurezza propria o altrui, escludendolo quindi anche dall’assunzione obbligatoria prevista dal collocamento mirato.

Il sostegno economico garantito dall’assegno è essenziale per fornire stabilità finanziaria a chi non può più reinserirsi nel mondo del lavoro, evitando brusche interruzioni del reddito.

Per poter accedere all’assegno, il lavoratore deve soddisfare determinati requisiti:
– Età fino a 67 anni (precedentemente 65);
– Impossibilità di essere collocato in qualsiasi settore lavorativo, accertata dagli organismi competenti;
– Grado di inabilità non inferiore al 34% per eventi occorsi fino al 31 dicembre 2006, secondo le tabelle del D.P.R. n. 1124 del 1965;
– Grado di menomazione dell’integrità psicofisica superiore al 20% per eventi dal 1° gennaio 2007, secondo le tabelle del D. Lgs. n. 38 del 2000.

L’importo dell’assegno, aggiornato annualmente in base all’inflazione per preservarne il potere d’acquisto, è attualmente fissato a 308,23 euro mensili dal 1° luglio 2025. È previsto che questo importo possa essere ulteriormente adeguato negli anni a venire, per garantire un sostegno economico efficace.

La legge 29 dicembre 2025, n. 198, oltre a modificare il perimetro di tutela dell’assegno di incollocabilità, introduce una serie di disposizioni volte a rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro e il sistema di protezione civile.

Tra le principali novità:
Premialità alle imprese virtuose: l’INAIL potrà revisionare le aliquote contributive per incentivare la riduzione degli infortuni, escludendo dal beneficio le aziende condannate per gravi violazioni in materia di sicurezza;
Rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità con condizioni più stringenti per l’iscrizione e l’accesso a risorse per formazione e innovazione in materia di salute e sicurezza;
Maggiore vigilanza su appalti e subappalti per garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza;
Istituzione del badge di cantiere: una tessera di riconoscimento dotata di codice anticontraffazione, fornita gratuitamente ai lavoratori, anche in formato digitale, per aumentare la trasparenza e la sicurezza nei cantieri;
Potenziamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro con l’assunzione di 300 ispettori a tempo indeterminato e l’incremento del contingente dei Carabinieri per la tutela del lavoro;
Rafforzamento delle politiche attive per i lavoratori fragili, con l’innalzamento al 60% della quota di riserva per le assunzioni di persone disabili nelle aziende sopra i 50 dipendenti;
Estensione della tutela INAIL agli studenti impegnati in percorsi di formazione scuola-lavoro, includendo gli infortuni in itinere e vietando l’assegnazione a lavorazioni ad alto rischio.

Questi interventi si inseriscono in un disegno più ampio di riforma del sistema di sicurezza e previdenza sul lavoro, con l’obiettivo di migliorare la prevenzione, la formazione e la tutela dei lavoratori, in particolare quelli più vulnerabili.

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