Economia

L’UE ha deciso, stangata sugli acquisti: in questi casi li pagherai (sempre) 3 euro di più

Nuova tassa sulla spedizione pacchi
Spedizione pacchi: nuova tassa - (lavocedeldaimon.it)

Dal 1° luglio scatta il nuovo dazio UE: misura pensata per sostenere le imprese locali e regolare l’e-commerce globale

Il provvedimento, approvato nelle ultime settimane dal Consiglio dell’Ue – organo legislativo composto dai ministri competenti di ciascun Stato membro, attualmente presieduto da Cipro – sarà applicato a tutte le spedizioni in ingresso nell’Unione una volta che il nuovo data hub doganale sarà pienamente operativo, previsto entro il 2028. Fino ad allora, l’introduzione della tassa sarà comunque effettiva.

L’ex ministro delle Finanze cipriota, Makis Keravnos, che ha assunto nel 2025 anche la presidenza ad interim dell’Eurogruppo, ha sottolineato l’esigenza di aggiornare le regole doganali dell’Ue per stare al passo con la crescita esponenziale dell’e-commerce globale. “Abolire l’esenzione ormai superata per i piccoli pacchi aiuterà a sostenere le imprese europee e a chiudere le vie agli operatori senza scrupoli”, ha dichiarato Keravnos, evidenziando il ruolo cruciale del Consiglio nel coordinare le politiche economiche e fiscali degli Stati membri.

L’introduzione di questa tassa doganale comporterà un aumento delle entrate per i bilanci pubblici europei, dato che una quota significativa degli introiti derivanti dai dazi rimarrà agli Stati membri per coprire i costi di riscossione. Tale misura rappresenta quindi anche una fonte di finanziamento aggiuntiva per le casse nazionali e per il bilancio comunitario.

La nuova tassa doganale

Dal prossimo 1° luglio entrerà in vigore una nuova tassa doganale di 3 euro sui pacchi provenienti da Paesi extra UE, in particolare quelli di valore inferiore a 150 euro, una misura decisa dal Consiglio dell’Unione europea con l’obiettivo di contrastare l’importazione di merci a basso costo, soprattutto dalla Cina. Questa decisione ha l’intento di tutelare i produttori e venditori europei, messi in difficoltà dalla vasta disponibilità di prodotti a prezzi concorrenziali sulle piattaforme di e-commerce globali.

Unione Europea, nuova tassa

La nuova tassa introdotta dall’UE – (lavocedeldaimon.it)

Secondo i dati ufficiali della Commissione europea, il volume delle spedizioni verso il mercato europeo è raddoppiato ogni anno dal 2022, raggiungendo nel 2024 la cifra di 4,6 miliardi di pacchi, con il 91% delle spedizioni proveniente dalla Cina. Questo flusso massiccio di piccoli pacchi sottopagati ha creato una situazione di concorrenza sleale per molti produttori locali, aumentando la pressione sul mercato interno.

È importante precisare che questa tassa non va confusa con la cosiddetta “tassa di gestione”, oggetto di ulteriori discussioni nell’ambito di un più ampio pacchetto di riforma doganale che mira a semplificare e rendere più efficiente il sistema doganale europeo.

Sul fronte dei consumatori, la misura ha suscitato critiche significative. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha definito la decisione “una pessima notizia” e una scelta protezionistica “anacronistica”, che penalizza le famiglie europee senza garantire una reale protezione alle aziende locali. Dona ha inoltre evidenziato come le grandi piattaforme extra-UE stiano già spostando i propri depositi all’interno dell’Unione per aggirare la nuova imposta, riducendone così l’efficacia e colpendo indirettamente il potere d’acquisto dei cittadini europei.

Le vere ripercussioni di questa riforma sulla spesa dei consumatori europei si potranno valutare solo nelle settimane successive all’entrata in vigore, quando saranno noti i dati sull’adeguamento delle piattaforme di e-commerce e sulle dinamiche di mercato.

In attesa che il data hub doganale diventi operativo e che si stabiliscano gli effetti concreti di questa nuova tassa, i consumatori europei e le imprese dovranno fare i conti con una nuova realtà nelle spedizioni internazionali, dove il costo di importazione di piccoli pacchi dalla Cina e da altri Paesi extra UE sarà inevitabilmente più alto. Restano aperti i dibattiti sull’efficacia di questa misura e sulle possibili strategie di adattamento degli operatori economici e delle piattaforme di e-commerce internazionali.

Change privacy settings
×