Anche per l’anno in corso è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2026 la proroga del bonus lavoratori dipendenti.
L’agevolazione consiste in una riduzione contributiva variabile, che va dal 4,8% al 7,1% del reddito da lavoro dipendente, e interessa sia il settore pubblico che quello privato. L’Agenzia delle Entrate ha recentemente fornito chiarimenti fondamentali per definire i criteri di accesso e le esclusioni previste dal beneficio.
Il bonus lavoratori dipendenti si traduce in una detrazione che riduce i contributi previdenziali a carico del lavoratore, con un impatto diretto sul netto in busta paga. Non è necessario presentare alcuna domanda: il bonus viene applicato automaticamente dal datore di lavoro al momento dell’elaborazione delle retribuzioni.
La misura prevede un meccanismo di riduzione dei contributi differenziato in base alla fascia di reddito annuo percepito:
- 7,1% per redditi fino a 8.500 euro;
- 5,3% per redditi compresi tra 8.501 e 15.000 euro;
- 4,8% per redditi tra 15.001 e 20.000 euro.
Per i redditi superiori a 20.000 euro e fino a 32.000 euro è prevista una detrazione fissa di 1.000 euro annui, che decresce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento della soglia di 40.000 euro di reddito annuo.
L’agevolazione è stata introdotta con la legge di bilancio 2024 e confermata anche per il 2026, con le risorse necessarie garantite per assicurare continuità al beneficio.
Incrementi concreti in busta paga
L’effetto del bonus si traduce in un aumento netto mensile dello stipendio, variabile in relazione alla fascia di reddito. Ad esempio, un lavoratore con reddito annuo di 8.500 euro può beneficiare di un incremento di circa 46 euro al mese, mentre chi percepisce 14.000 euro annui può vedere un aumento nella busta paga di circa 57 euro mensili. Per chi invece ha un reddito tra 20.000 e 32.000 euro, è prevista una detrazione fissa di 1.000 euro all’anno.
Nuove regole e periodi di applicazione: il ruolo dell’Agenzia delle Entrate
Nel corso del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non basta essere formalmente assunti per accedere al bonus: è indispensabile aver percepito una retribuzione per i giorni lavorati. In caso di periodi di assenza non retribuiti, come permessi senza stipendio, il datore dovrà ricalcolare la retribuzione teorica escludendo tali giornate, adeguando così la fascia reddituale di riferimento per il calcolo dell’agevolazione.
Altri provvedimenti che incidono sulla busta paga nel 2026
Oltre al bonus lavoratori dipendenti, la legge di bilancio 2026 introduce importanti novità fiscali che impattano direttamente sul reddito netto percepito:
Revisione degli scaglioni IRPEF e aliquote ridotte
Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la riduzione della seconda aliquota IRPEF, passata dal 35% al 33%. Gli scaglioni IRPEF sono così strutturati:
- 23% per redditi fino a 28.000 euro;
- 33% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro;
- 43% per redditi superiori a 50.000 euro.
Questa rimodulazione consente un risparmio fiscale annuo significativo, con circa 440 euro in meno di tasse per chi supera i 50.000 euro di reddito e risparmi che variano tra 140 e 240 euro per chi si colloca nella fascia tra 35.000 e 40.000 euro.
Limiti più stringenti per le detrazioni fiscali
Per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro, la legge stabilisce una rimodulazione delle detrazioni fiscali, che saranno calcolate in relazione al numero di figli a carico e al reddito complessivo. Sono escluse da queste limitazioni le detrazioni sulle spese mediche, che restano detraibili al 19%, mentre per le spese scolastiche e universitarie è confermato un tetto massimo detraibile di 1.000 euro per studente.
Stabilizzazione dei fringe benefit esentasse
Il 2026 conferma le soglie di esenzione per i fringe benefit, con un tetto di 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti e 2.000 euro per coloro che hanno figli fiscalmente a carico. Per il 2026, un figlio è considerato a carico se il suo reddito non supera i 2.840,51 euro, o 4.000 euro se minorenne di 24 anni.
I fringe benefit includono utenze domestiche come bollette di acqua, luce e gas, canoni di locazione della prima casa o interessi passivi sul mutuo per l’abitazione principale. Inoltre, per le auto concesse a uso promiscuo, la tassazione varia in base alle emissioni: 10% per i veicoli elettrici, 20% per le ibride plug-in e 50% per i tradizionali a benzina o diesel.
Agevolazioni per premi di produttività e lavoro straordinario
La legge di bilancio 2026 introduce anche imposte sostitutive agevolate per i premi di risultato e incrementi retributivi:
- Aliquota ridotta al 5% sui rinnovi contrattuali per lavoratori con reddito non superiore a 33.000 euro;
- Aliquota al 1% sui premi di risultato, con aumento del limite annuo da 3.000 a 5.000 euro;
- Aliquota del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo, e turni, con tetto annuo di 1.500 euro, applicata ai lavoratori con reddito fino a 40.000 euro nel 2025.

Impatto complessivo sulle retribuzioni e gestione aziendale(www.lavocedeldaimon.it)
Queste misure, combinate, portano a un aumento sensibile del reddito netto disponibile per molti lavoratori dipendenti, favorendo un miglioramento del potere d’acquisto. Le aziende, in qualità di sostituti d’imposta, devono aggiornare i propri sistemi di gestione delle buste paga per applicare correttamente le nuove aliquote, detrazioni e contributi.
Pertanto, è fondamentale che i reparti HR e i consulenti del lavoro si mantengano aggiornati sulle disposizioni vigenti per evitare errori e garantire ai lavoratori il pieno godimento delle agevolazioni previste dalla normativa fiscale e previdenziale vigente.








