La Legge di Bilancio 2026 conferma e amplia le agevolazioni a favore dei lavoratori del comparto turistico e della ristorazione.
Questa misura, volta a sostenere economicamente una platea fragile e spesso soggetta a contratti stagionali, si affianca a un pacchetto di incentivi per le imprese del settore e rappresenta un elemento chiave del quadro normativo per il settore nel nuovo anno.
Il bonus turismo 2026 è destinato ai dipendenti del settore turismo, inclusi bar, ristoranti, alberghi, stabilimenti termali, agenzie di viaggio e tour operator. Il beneficio consiste in un credito pari al 15% della retribuzione lorda attribuibile al lavoro notturno e agli straordinari festivi effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026. Per fare un esempio concreto, un cameriere che ha maturato 1.200 euro lordi per lavoro notturno e straordinario festivo può beneficiare di un bonus di 180 euro, somma esentasse e che sarà erogata direttamente in busta paga.
L’accesso a questa agevolazione richiede due requisiti fondamentali:
- Il reddito complessivo da lavoro dipendente nel 2025 non deve aver superato i 40.000 euro;
- Il lavoratore deve appartenere al settore privato del comparto turistico, ricettivo o della ristorazione.
Per ottenere l’integrazione, è necessario presentare al datore di lavoro un’autocertificazione nella quale si attesta il rispetto del limite reddituale. La procedura è automatica: il datore di lavoro, dopo aver verificato le ore di lavoro notturno e straordinario svolte, applica il trattamento in busta paga e recupera l’importo anticipato compensandolo con i contributi previdenziali dovuti tramite il modello F24.
Nel caso di passaggio di dipendente da un datore di lavoro all’altro, è obbligatorio dichiarare al nuovo datore di lavoro i bonus già percepiti, per evitare il superamento dei limiti di reddito.
Incentivi per le imprese turistiche: modernizzazione e sostenibilità
Parallelamente al sostegno diretto ai lavoratori, la Legge di Bilancio 2026 ha stanziato risorse significative per le imprese turistiche che intendono investire in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. Tra gli strumenti principali spicca il Fondo Rotativo Imprese per il Turismo (Fri-Tur), gestito da Invitalia, che finanzia progetti di riqualificazione energetica, miglioramento antisismico, eliminazione delle barriere architettoniche e digitalizzazione delle strutture ricettive.
Il Fri-Tur prevede un mix di contributi a fondo perduto fino al 35% della spesa sostenuta e finanziamenti a tasso agevolato della durata di 15 anni, condizionati alla presenza di un finanziamento bancario di pari importo. Destinatari di questo fondo sono alberghi, agriturismi, stabilimenti balneari, parchi tematici, fiere e congressi.
Un altro incentivo rilevante è il Tax Credit Transizione 5.0, valido anche nel 2026, che sostiene gli investimenti in tecnologie avanzate e sistemi produttivi a basso consumo energetico. Tra le spese ammissibili rientrano l’acquisto di software gestionali innovativi, l’integrazione di intelligenza artificiale per la gestione delle prenotazioni e l’acquisto di macchinari ad alta efficienza energetica.
Infine, è stato rifinanziato il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, che facilita l’accesso al credito bancario garantendo fino all’80% dei prestiti richiesti. Questa misura è particolarmente utile per i piccoli ristoratori e gestori di B&B, riducendo l’onere delle garanzie reali richieste dalle banche.

Bonus turismo e quadro normativo: iter e novità (www.lavocedeldaimon.it)
Il bonus turismo 2026 non è un beneficio automatico ma richiede una procedura formale. Il lavoratore deve consegnare al datore di lavoro un’autocertificazione che attesti il rispetto del limite di reddito previsto dalla normativa per il 2025. Dopo aver ricevuto la documentazione, il datore di lavoro individua e calcola le ore di lavoro notturno e straordinario festivo effettuate e applica l’integrazione del 15% sulle rispettive retribuzioni lorde.
Il bonus viene riconosciuto solo per le ore effettivamente lavorate e non si applica alle maggiorazioni per lavoro ordinario o straordinario feriale, né alle componenti fisse della retribuzione. L’importo è esente da imposte e contributi previdenziali e non concorre alla formazione del reddito IRPEF.
Questo intervento si inserisce in un contesto normativo più ampio che include anche altre forme di agevolazioni fiscali, come la flat tax sulle mance, ma con ambiti di applicazione e modalità di erogazione differenziate per evitare sovrapposizioni.
Il bonus turismo, introdotto nel 2023 e progressivamente rinnovato, si è affermato come uno strumento stabile per sostenere economicamente i lavoratori durante i periodi di maggiore impegno, caratterizzati da turni notturni e lavoro festivo, tipici del settore turistico e della ristorazione.








